Giornata della Memoria 27 Gennaio 2017


L' Associazione Fahrenheit 451 e Mebook.it vi invitano alla proiezione del film "Il bambino nella valigia" in occasione della Giornata della Memoria. Dopo il film è previsto un piccolo dibattito e la lettura di alcune poesie sul tema della Shoah. Interverranno Sebastiano Impalà, Salvatore Cucinotta e Francesco Napoli. Presenta Gianni Vittorio – Pres. Associazione Fahrenheit 451.
Il film
Vincitore del Premio dell’Accademia Danese per il Thriller dell’anno, Il bambino nella valigia di Lene Kaaberbol e Agnete Friis, ambientato in una Danimarca lontana dall’immagine stereotipata legata all’ordine e allo stato sociale, è stato finalista al Glass Key Award (il più prestigioso premio scandinavo di crime stories, vinto nelle passate edizioni da autori quali Stieg Larsson, Pieter Hoeg, Anders Roslund e Börge Hellström).
Trama
Copenaghen. Nina Borg è un’infermiera della Croce Rossa: lavora con i rifugiati, è abituata a situazioni d’emergenza, a chiamate improvvise. Trascorre gran parte della sua esistenza in un mondo che i danesi stessi vedono di rado; un mondo dove ricatto, maltrattamenti, feroci rese dei conti sono la quotidianità. Un mondo dove i bambini spariscono ogni giorno, senza che nessuno si ponga delle domande. Ma Nina non è capace di chiudere gli occhi; non sa tracciare una linea fra la sua vita privata e quella lavorativa, separare le sue responsabilità personali da quelle di chi la circonda.
Troppi fardelli per le sue esili, fragili spalle. Perché Nina è una madre svagata, capace di dimenticare di andare a prendere i figli all’uscita di scuola; una moglie assente, persa nelle sue improbabili missioni umanitarie; una donna che non ha mai saputo leggere le articolazioni del tempo, la differenza tra il trascorrere di un’ora o di un minuto. E che dunque annaspa, si confonde, cade.
Poi, un giorno, accade qualcosa. Una sua amica e collega le chiede di andare a ritirare una valigia da un deposito bagagli. All’interno, rannicchiato, c’è un bambino di tre anni. Il piccolo, miracolosamente, è ancora vivo. Ma Nina sa che la sua sopravvivenza non potrà essere delegata ad altri, che la polizia e le autorità si limiterebbero a scaricare “la pratica” a un istituto.
Smarriti entrambi tra le maglie di un enigma che li sovrasta, isolati, braccati, il bambino e la donna lotteranno per la salvezza. Ma la loro vita è appesa a un filo, a una combinazione del caso cui nessuno crede: e che, forse, non si realizzerà.